La Storia

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A S. Pancrazio, alle pendici dell’altopiano delle Pizzorne, si trova Villa Oliva, un tempo Buonvisi. Le origini di questa casata, anche se incerte, vengono fatte risalire, da alcuni genealogisti, a Bonviso di Corrado, tedesco, consigliere dell’Imperatore Ottone III; altri ricordano un certo Buonithiso che, nel 1042, offrì delle terre alla chiesa di S.Pancrazio.

La casata, molto numerosa in quanto costituita da ben otto rami che la rendevano stabile sia politicamente che economicamente, raggiunse l’apice del suo splendore con la mercatura della seta prima, col sistema bancario poi. Il loro giro d’affari era vastissimo e si estendeva in Fiandra, in Spagna, in Inghilterra ed in altri paesi europei tanto che, talvolta, le loro decisioni, grazie anche al cospicuo capitale con cui si potevano permettere di favorire un sovrano o l’altro, influirono persino nelle questioni di politica estera.

In tale casata non potevano certo mancare esponenti della gerarchia ecclesiastica, ben rappresentata da tre cardinali.
Fra questi il più famoso fu Francesco, figlio di Vincenzi Buonvisi, e Maria Gabrielli, nato nel 1626. Questi fu nominato Cardinale da Innocenzo XI nel 1681 e, nel 1690, divenne Vescovo di Lucca. Fu nunzio apostolico a Colonia, Varsavia, Vienna, dove difese egregiamente la comunità cristiana, minacciata dai Turchi. Ritornato a Lucca, si dedicò esclusivamente alla cura della sua diocesi e, solo pochi mesi prima della sua morte, nel 1700, convocò un solenne Sinodo che si svolse nel salone al piano nobile della Villa oggi Oliva.

Nel 1800, con la morte di Francesco Gerolamo, la famiglia si estinse e da allora la villa, come i beni, passò ad altri proprietari. Francesco Montecatini, figlio di Nicolao Montecatini e di Maria Caterina Buonvisi, fu il primo erede del nome e delle ricchezze. Essendo morto senza eredi, i beni passarono ad Elisa Montecatini, sposa del principe Carlo Poniatwski, sepolto nella cappella della villa; poi furono comprati da Nicodemo Pangiluppi, che li tenne per circa un anno.

Nel 1892 la villa fu acquistata dal pisano Ludovico Rosselmini Gualandi e, alla sua morte, fu ereditata dalla moglie, la contessa Augusta Raimondi. Questa, nel 1923, ne fece un ospizio denominato “Piccola casa della Divina Provvidenza di Torino”. Infine la villa fu acquistata dagli Oliva, antica famiglia genovese.